imballare la bici per un viaggio aereo

Nota dolente per chi viaggia. La spedizione.

Non dobbiamo pensare che i servizi aeroportuali abbiano nei confronti del nostro mezzo la stessa cura,attenzione e affetto che abbiamo noi. E trovare una bici danneggiata al ritiro bagagli è un brutto inizio di qualunque viaggio.

Anche se esiste una notevole variabile in merito al comportamento delle varie compagnie aeree, dobbiamo partire pensando sempre al peggio.

L’ideale sarebbe poter imballare la nostra bici in un bel borsone rigido. Ne esistono di meravigliosi e la soluzione è senza dubbio la migliore. Purtroppo non sempre è perseguibile. Occorrerebbe  infatti che il ritorno avvenisse imbarcandoci  nella stessa località dove siamo arrivati, per poter lasciare il borsone rigido in un deposito bagagli  aeroportuale. E questo a me ad esempio accade di rado. C’è inoltre da tenere in considerazione anche il peso della borsa rigida che non è proprio una piuma e può farci facilmente sforare il peso tollerato dalle varie compagnie con conseguente ulteriore esborso economico.

Io uso un sistema diverso messo a punto dopo avere collezionato parecchi danni da trasporto. Credo che  una delle cose che più mi innervosisce è constatare che la bici è danneggiata e che devo perdere tempo a sistemarla… sempre che poi sia possibile.

Per me è ormai una consuetudine sapere che  dopo il ritiro bagagli dovrò perdere un’ oretta di tempo a ricomporre la bici, che infatti smonto e imballo sempre prima di ogni viaggio. In particolare, per esperienza, occorre prestare attenzione alle parti più delicate e sporgenti.

Per cui il mio suggerimento è quello di provvedere almeno ai seguenti accorgimenti

Rimozione dei dischi dalle ruote e anche degli sganci rapidi.

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Smontaggio del cambio posteriore e rimozione del forcellino del deragliatore. Questo essendo in materiale metallico morbido e molto esposto agli urti è una delle prime cose che si rovinerebbe con estrema facilità durante il trasporto e l’imbarco.

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Rimozione dei pedali, perchè sporgerebbero troppo dall’imballo e rischierebbero urti.

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Io provvedo anche allo smontaggio del manubrio, lasciando però collegati i fili cambio e freni e lo posiziono lungo il telaio. Si potrebbe anche per la verità rimuovere la forcella il che sarebbe ancora più sicuro, però occorre fare attenzione a saper rimontare bene la serie sterzo. Se non si vuole smontare la forcella sempre meglio posizionare gli opportuni distanziali per evitare che la forcella venga danneggiata e bloccarli bene magari con del nastro adesivo.

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Stesso discorso vale per il carro posteriore.

Anche i portaborracce è meglio toglierli. Più di una volta mi sono arrivati deformati o rotti.

Io smonto anche la sella per poter ottenere un pacco bici il più compatto possibile, anche se questa operazione non è del tutto necessaria. Il portapacchi è meglio levarlo perchè sporge troppo posteriormente. Se monto tubeless sgonfio le ruote ma non completamente . Cerco di fare in modo che non stallonino con conseguente fuoriuscita del lattice . Lascio circa il gonfiaggio ad 1 atm.

Viaggiando sempre leggero in genere riesco a far stare nell’imballo anche parte dei bagagli, come tenda materassino e sacco a pelo . Se opportunamente posizionati servono a riparare la bici dagli urti.

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Posiziono le ruote lateralmente al telaio che è riparato in genere dal materassino e avvolgo la bici con il classico cellophane da pacchi. Infine quindi posiziono il tutto dentro uno scatolone da ciclista in cartone che modifico opportunamente tagliandolo a misura se risultasse necessario.

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Come si vede alla fine il risultato è un pacco abbastanza compatto. Ed è meglio che lo sia, perché i bagagli passano sotto i raggi x e se per caso il pacco risulta troppo ingombrante per il nastro, possono richiedere di disimballare il tutto per poter visionare il contenuto. A qualcuno è successo e potete immaginarvi con quale gioia dello sfortunato collega.

Il risultato qui sotto misura 90x60x30. peso sotto i 20 kg sommerso tenda materassino sacco portapacchi a pelo e borsa al telaio e via dicendo.

La damigiana di vino non verrà spedita, ma penso di svuotarla  al più presto non appena  qualche amico mi da una mano 🙂

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Informazioni su sergioborroni

medico per professione viaggiatore per diletto
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6 risposte a imballare la bici per un viaggio aereo

  1. Francesco ha detto:

    Buonasera Sergio,
    ho scoperto per caso il tuo canale Youtube e successivamente il blog e la pagina Facebook.
    Complimenti perchè sei un ciclista avventuriero, fotografo e narratore di ottimi reportage.
    Approcciandomi al mondo del cicloturismo, uno dei dubbi che mi vengono in mente leggendo le tue linee guida è: dove trovare uno scatolone con relativa carta da imballaggio in una zona non propriamente ben servita come il Laos? Ossia, imballare la bici con il sistema da te descritto sopra è fattibile in Italia, come fare però per il ritorno?

  2. sergioborroni ha detto:

    Oibò. Siamo Italiani. Un po’ di fantasia non dovrebbe mancarci….
    Scherzi a parte. Non è poi così difficile. Il cartone lo trovi facilmente in ogni parte del mondo. Mercatini ad esempio ma nelle grandi città anche presso negozi di bici (primo posto dove cercare). Se non si trova uno scatolone idoneo lo si costruisce con più pezzi messi insieme e poi lo si avvolge come una mummia con lo scotch da pacco. Se non trovo il cellophane per imballare il tutto cerco di proteggere il telaio avvolgendolo nel materassino. A volte le aviolinee lasciano imbarcare due bagagli e in questo caso le ruote cerco di tenerle separate dal resto facendo due pacchi distinti. Cerco sempre di arrivare almeno un giorno prima del rientro in Italia proprio per avere del tempo per arrangiarmi ….. sempre che non sia di Domenica :-).
    Se hai anche un po di cognizione con montaggio e assemblaggio della serie sterzo, la forcella è meglio sfilarla e mettendola in parallelo al telaio. il pacco diventa meno ingombrante e la forcella corre meno rischi. Ricorda solo che il pacco deve avere almeno un lato con al massimo 1 Mt. di lunghezza. questo perché gli scanner degli aeroporti usano per il bagagli questa larghezza massima. Viceversa corri il rischio che ti facciano aprire il pacco ( successo anche questo…..)
    Magari al ritorno della Patagonia a gennaio ti faro vedere delle foto di come abbiamo fatto.
    In bocca al lupo e buone pedalate.

  3. sergioborroni ha detto:

    Dimenticavo… tutto sommato il ritorno mi preoccupa di meno. A casa ho più possibilità di mettere mano ad eventuali problemi causati da un maneggiamento incauto del bagaglio. Cosa che risulterebbe davvero più problematica all’arrivo. O se non problematica di sicuro una noiosa perdita di tempo.

  4. Grazie mille Sergio, sei stato utilissimo.

  5. Stefano Bentivegna ha detto:

    caspita! Guiardo e riguardo i filmati come i bambini che guardano lo stesso cartone dieci volte al giorno… Che poi questa cosa dell’imballaggio ha del miracolistico, io non saprei da dove partire (e qualcosa di smontaggio di bici ne capisco…) Ma per dire, un conto è rimontare nel proprio garage, un conto senza attrezzi (avete solo multitool?) all’arrivo nella hall di un aeroporto! E poi un conto è la propria pompa da pavimento, un conto la pompetta di emergenza, ma come fate? E che attrezzi avete al seguito?

    • sergioborroni ha detto:

      Noi abbiamo un buon multitool e tanto basta credimi. per le ruote usiamo due sistemi. Primo: BARIAMO. non sgonfio mai le ruote alla partenza in aeroporto, sopratutto se tubeless.. non succede assolutamente nulla. E poi abbiamo una pompa seria al seguito. le pompette di emergenza non servono a nulla in un viaggio. Pochi grammi di differenza in più sono ampiamente compensati dall’utilizzo in caso di bisogno. Quando torno a settembre magari faro dei video proprio orientati a questi problemi. 🙂 buone pedalate

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