Bici ed elettricità

Elettricità a bordo!

Chi avrebbe mai pensato un giorno di doverne parlare 🙂

la richiesta di corrente era solo per alimentare la luce anteriore e il fanalino posteriore. Esistevano solo le dinamo a “bottiglia” che andavano montate alla forcella. Con una leva a scatto la parte rotante della dinamo entrava in contatto col pneumatico e dava corrente. Erano prive di sofisticate regolazioni per cui se andavi piano la luce era minima se andavi forte la luce aumentava se andavi troppo forte la luce si bruciava. Facevano un rumore terribile e distruggevano i pneumatici in breve tempo.

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Per gli amanti della musica si usavano radioline a pile.

Il contachilometri era meccanico. Il più usato dava solo la distanza. Una ruota dentata entrava in contatto ad ogni giro con un apposito pin avvitato al raggio raggio e marcava la distanza. Il rumore era inconfondibile e costante , tic.tic.tic.tic. ad ogni circonvoluzione.

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I più esigenti montavano dei contachilometri/tachimetri sempre meccanici.

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Per le macchine fotografiche l’unica richiesta elettrica era data dall’esposimetro. Se poi usava un esposimetro al selenio non occorrevano nemmeno le pile 🙂

nessuno ci vieta di viaggiare ancora così ma è innegabile che certe “comodità” hanno cambiato un po’ il modo di girare il mondo.

Gli apparecchi più usati in un viaggio sono svariati. Nell’ordine GPS, telefonino, lettore Mp3, macchina foto digitale, tablet, luci. Tutta roba avida di corrente.

Nessun problema se viaggiamo in luoghi dove la reperibilità di una presa elettrica è alla portata di mano. Ma non sempre è così, per cui l’esigenza di una autonomia elettrica sta diventando sempre più popolare.

Senza farne un trattato, che potrebbe essere interessante ma anche risultare noioso, esaminiamo i metodi più comuni con pregi e difetti

In rete c’è una montagna inesauribile di informazioni in merito, a cui rimando i più interessati. Io cerco di esaminare solo il risultato pratico che può interessare a chi affronta il problema e vuole una soluzione efficiente senza impazzire nella lettura dei dati .

Pannelli solari. In teoria una bella soluzione, purtroppo solo in teoria. Richiedono il sole, e ovviamente se è nuvolo o piove la loro efficienza è nulla. Per avere una certa efficacia non si può prescindere dalla loro superficie, per cui l’ingombro può essere considerevole e di conseguenza anche il peso. Un pannellino 20×20 cm. nella pratica serve a poco, anzi pochissimo. Pedalando al buio non danno ovviamente un briciolo di corrente. L’unico vantaggio è che funzionano anche durante le soste.

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Generatori eolici.

Ce ne sono in commercio anche per bici. Non sono economicissimi ma sopratutto non funzionano. Il rendimento di un generatore eolico è legato alla dimensione della pala e alla intensità del vento apparente. Forse con vento contrario a 60 km orari qualche cosa possono produrre, però la vedo dura pedalare con un vento in faccia di tale intensità:-)

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Mozzi con dinamo. Diciamo subito che, a mio parere questa, è l’unica soluzione veramente valida.

Sono arrivati ad un livello tale di sofisticatezza che una volta montati non influiscono minimamente sul rendimento della nostra pedalata. Sono tutti stabilizzati e danno in genere il massimo della loro potenza già a 20 Km orari. L’uscita è generalmente 6volts per 3 watt.

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Per la massima versatilità è cosa utile collegare l’uscita della dinamo ad un apposito apparecchio , l’E-werk che permette di regolare con due manopole il controllo della tensione (2,8-13,3 V) e della corrente (da 0,1 a 1,5 A) rendendo utilizzabili la maggior parte delle nostre device e di ricaricarle. Volendo si può anche collegare e caricare una piccola batteria tampone. Ormai ce ne sono di veramente efficienti e di peso contenuto.

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Marche produttrici di mozzi a dinamo: Shimano , Infinity, Sp e Son. Quest’ultima è sicuramente la più cara ma anche probailmente la migliore. Esistono anche altre marche ma queste sono senza dubbio le più diffuse e testate. 

per i più affamati di corrente si possono poi  studiare anche soluzioni alternative …… anche se a me sembra un po eccessivo 🙂

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Informazioni su sergioborroni

medico per professione viaggiatore per diletto
Digressione | Questa voce è stata pubblicata in viaggi in bici e in canoa .. Contrassegna il permalink.

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