LA SICUREZZA DEL CICLO VIAGGIATORE: CONSIGLI, IDEE, SUGGERIMENTI E LO SPOT GEN3.

Ero un po’ incerto se trattare questo argomento in modo esaustivo, il timore era che potesse scoraggiare il neofita che si affaccia al meraviglioso mondo dei viaggi in bici.

Se mi limitassi a raccontare tutti i problemi che in trent’anni di viaggi ho dovuto affrontare, a volte con successo a volte no, probabilmente l’elenco sortirebbe solo l’effetto di scoraggiare chi vuole intraprendere un viaggio.

Ma forse proprio per questo è meglio parlarne, per mettere a disposizione una parte delle esperienze, confrontarsi con chi ne ha da raccontare e fornire materiale e idee che possano aiutarci a viaggiare in tutta sicurezza o, per lo meno, con la maggior sicurezza possibile.

Un’attenta pianificazione di un viaggio è la regola principe per evitare sorprese, guai ed a volte anche incidenti.

Viaggiare per il mondo in bici è una esperienza a volte esaltante, ma inevitabilmente ci rende esposti a dei rischi.

La natura di questi è quanto mai variabile potendo andare da incidenti meccanici o tecnici che mettono a repentaglio la riuscita del viaggio, a disguidi con popolazioni locali o forze dell’ordine fino a problemi che minano la nostra salute.

L’ antica regola che “prevenire è meglio che curare” è sempre la migliore, ma anche la più attenta pianificazione non sempre ci mette al riparo da tutto, e a volte anche la semplice malasorte può accanirsi contro di noi.

Spero di riuscire a trattare l’argomento con sufficiente ordine. Non vogliatemene se non ci riuscirò completamente perchè le cose da dire sono davvero molte.

LA BICI.

È il nostro mezzo di trasporto, ci deve condurre alla meta ed ha un compito fondamentale per la riuscita del viaggio e anche per la nostra sicurezza. Va da sé che la scelta del mezzo e la sua attenta preparazione rivestono un ruolo di primaria importanza per il successo. Non intendo minimamente influenzare la scelta di una bicicletta. Viaggiate con quello che più vi piace o ritenete idoneo però alcune cose sono comuni a tutte le bici.

Ricordiamoci, innanzitutto, che non in tutti i paesi si trovano pezzi di ricambio o negozi idonei ! A volte hanno standard diversi. In Vietnam, Laos e Cile ad esempio trovare una camera d’aria con valvola Presta è quasi impossibile visto che montano esclusivamente le valvole Schrader che non entrano nel nostro cerchione a meno di rovinarlo con una punta da trapano. Non sempre si trovano copertoni per le ruote da 26, men che meno per le 27,5! Teniamone conto.

Una attenta e scrupolosa verifica della nostra compagna di viaggi è di sicuro la miglior garanzia per evitare sorprese.

Se non siete in grado di farlo voi rivolgetevi ad un meccanico di fiducia. In particolare mozzi, catena e ogni pezzo della trasmissione devono  essere ben verificati e lubrificati.

Imparate le poche cose che sono indispensabili, come cambiare un raggio, centrare una ruota, smontare, riparare e sostituire una camera d’aria; smagliare e riparare una catena, sostituire il cavo del freno o del cambio e tarare quest’ultimo. Sono gli incidenti più frequenti a cui è meglio saper mettere mano da soli.

Controllate bene le ruote. Il cerchio non deve avere crepe, i raggi devono essere tirati alla giusta tensione, non basta che la ruota sia centrata.

Non tutti i cerchi sono adatti ad un viaggio sopratutto se avete del carico. Verificate caratteristiche e le norme del costruttore! Il buon senso non guasta ovviamente: In Mongolia ho visto una persona che voleva attraversarla su sterrati difficili con ruota anteriore e posteriore con 20 raggi radiali (sic!). Ovviamente ha preso l’aereo ed è tornata a casa.

Se usate un portapacchi fate bene attenzione alle viti che lo vincolano al telaio, controllatelo anche ogni giorno durante un viaggio. Non sempre è sufficiente un frenafiletti.

Usate pneumatici adatti al peso che intendete portarvi appresso e al percorso che pensate di fare. Leggete e studiate le specifiche del pneumatico da parte del fabbricante.

Una borsa con multitools, smagliacatena, centraraggi, camere d’aria di scorta, patch di riparazione, un pezzo di catena, una falsa maglia ed un cavo d’acciaio per freni e cambio è indispensabile.

Qualche raggio da portarsi dietro è molto utile ma controllate la lunghezza. La ruote dietro infatti usano raggi di lunghezza differente dx. e sin. a causa della campanatura.

SCELTA DEL PERCORSO E DEI PAESI.

Non ho ancora visitato un paese, e sono ormai una cinquantina quelli che son passati sotto le mie ruote, che non fosse interessante e che non mi abbia lasciato un bel ricordo.

Ma tutti gli Stati sono ovviamente, per loro natura, profondamente diversi l’uno dall’altro presentando caratteristiche che vanno tenute presenti al momento della partenza.

Per chiarire cosa intendo, se aveste un problema di salute in paesi come Mongolia, Venezuela, Vietnam, Cambogia…. ( l’elenco potrebbe essere lunghissimo) potreste essere in difficoltà nel rivolgervi alle strutture sanitarie locali, sempre che esistano, visto che hanno standard molto differenti da quelli a cui siamo abituati.

In altri non sarebbe un problema, come ad esempio gli USA, ma la nostra carta di credito potrebbe uscirne profondamente traumatizzata.

-Per chi inizia e ha poca esperienza è meglio focalizzarsi almeno all’inizio su percorsi dalle nostre parti. Magari Corsica e Sardegna che non pongono problemi e sono facilmente accessibili e con bellissimi tragitti. Un po’ di prove sul campo   prima di addentrarsi in zone remote aiutano a capire molte cose quali: la gestione delle forze, la scelta dei percorsi migliori, la scelta della bici, la selezione del materiale più idoneo, di quello necessario e di quello inutile.  E poi, in caso di problemi, tutto è più facilmente risolvibile.   Per affrontare viaggi più impegnativi in zone impervie e paesi “difficili” è meglio avere un bel bagaglio di esperienza alle spalle. O almeno aggregarsi a chi questo bagaglio ce l’ha già e carpire tutti i segreti e i trucchi. E ce ne sono tanti.

-Il sito web http://www.viaggiaresicuri.itè un buon punto di inizio per cominciare a pianificare un viaggio. Riporta davvero un buon numero di informazioni riguardanti tutti i paesi del mondo, comprendenti problemi politici, disordini, qualità sanitaria, zone a rischio, luoghi da evitare, malattie endemiche, vaccinazioni suggerite e via dicendo. Nulla ci vieta poi di non rinunciare ad un progetto, ma almeno possiamo partire sapendo in anticipo quali sono le problematiche a cui possiamo andare incontro e studiare se e come è possibile evitarle.

-In alcuni paesi i rischi maggiori possono venire proprio dalle forze dell’ordine. Mi è capitato in Zaire,Messico, Bolivia e Algeria. Attenzione che possono davvero essere pericolosi. Discussioni pacate se necessario e con tono tranquillo ma non dimesso. Non fatevi mai portare via il passaporto e cercate nel caso di contattare il più velocemente possibile l’ambasciata Italiana. A dispetto della confusione che regna qui da noi , quando mi è capitato di rivolgermi per necessità alle nostre ambasciate, come in Zaire e Guatemala, ho sempre avuto un’assistenza di prim’ordine e veloce.

-Usate il buon senso, ovvero non cercate di entrare in una moschea in tutina aderente  da ciclista  ( visto fare anche questo…) o sciocchezze del genere. Rispettiamo quindi le abitudini e i costumi locali. Insomma se la testa resta collegata al collo un aiuto ce lo dà di sicuro.

-Tenete conto anche del tipo di percorso che volete fare. Studiatelo bene per evitare sorprese. Il web è un posto fantastico per raccogliere informazioni, magari anche troppo dispersivo e vasto ma può darci una grossa mano. Per fare un esempio pratico se volete attraversare la Patagonia, il senso corretto del viaggio è da Ovest verso Est. Questo perché i venti spirano, a volte in modo veramente importante in quella direzione. Se poi vi piace viaggiare di bolina procedendo a stento a 5 km/h potete anche invertire la rotta…. ma almeno sappiatelo prima.

Meglio studiare quindi anche le condizioni meteo generali per evitare sorprese. Cuba ad esempio è bellissima da girare in bici… ma da maggio in poi è stagione di uragani ( se volete capire cosa possono fare guardate il filmato dal minuto 5.03 in poi…)

A Cuba non  c’è internet dove guardare con comodità il meteo. Trovarsi dove il vento soffia a 200 km/h può dare noia!

La Cambogia è splendida ma da Marzo in poi piove…

Insomma prima di partire studiatevi un pò anche quello.

In viaggio può essere utile una applicazione da smart phone. Si chiama PoketGrib e se collegati ad internet vi dà le indicazioni della intensità e direzione dei venti  della zona selezionata nel volgere delle ore.

-Ormai il mondo è stato tutto girato. Se un percorso vi attira ma non ne trovate traccia, prima di avventuravici, cercate di capire come mai. Potremmo scoprire che non è davvero il caso di farlo 🙂

-Siti come http://www.gpsies.com o http://bikeroutetoaster.com sono utilissimi per pianificare un percorso. Ci consentono di tracciarlo, di calcolarne la lunghezza, i rilievi altimetrici, i dislivelli totali e nel caso anche di caricarlo sul gps da bici. Io li uso ormai di routine. Per inciso abbiamo anche verificato le altimetrie durante vari viaggi e sopratutto il sito http://bikeroutetoaster.com si è rivelato estremamente affidabile nel calcolo.

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schermata da bikeroutetoaster che mostra il mitico Passo del Ghisallo . Ci sono tutti i dettagli del percorso

ACCORGIMENTI GENERALI

Casco.

Inutile parlarne. Si porta e si indossa. Fine della storia. Riconosco di non essere sempre ligio a questo dogma ma sbaglio. Inoltre in certi paesi se non lo si indossa si incorre anche in sanzioni pecuniarie e successivo impedimento a proseguire se non si rimedia in loco ( ad esempio Usa ed Australia ).

Scarpe.

Sembra strano citarle ma avendo visto una rottura di clavicola per via del mancato sgancio di un pedale è bene ricordare almeno una cosa.

I moderni pedali sono un passo decisamente avanti per coloro che come me per anni hanno usato quelli con le gabbiette.

Si sganciano facilmente e sono decisamente più sicuri…..quasi sempre.

Dico questo perchè nella caduta che costò la clavicola ad un amico il problema fu la tacchetta fissata sotto la scarpa. Forse era fissata male o, più probabilmente, si era svitata col tempo e al momento dello sgancio, avendo una discreta mobilità non si è sganciata con conseguente rovinosa caduta.

Ricordo che per farsi male anche le cadute da fermo possono avere spiacevoli conseguenze e che la rottura della clavicola è uno degli incidenti più frequenti nella traumatologia ciclistica. Fiorenzo Magni, il Leone delle fiandre riuscì a pedalare anche con una clavicola rotta…. però entro nella storia come un autore di un gesto straordinario….

Io personalmente ho avuto modo di assistere ad almeno 5 incidenti di frattura della clavicola.

Depilarsi le gambe

Io non lo faccio perchè mi da noia ma non è una idea stupida. In caso di cadute ricordiamoci che il terreno è ricco di bacteri patogeni e le ferite da caduta, quasi sempre di tipo abrasivo, sono facili all’infezione. E i peli, in questi casi, non aiutano.

Posizione delle mani

Fate attenzione a come mettete le mani sul manubrio in presa alta. Se il pollice non viene messo sotto la piega, basta un nonnulla per perdere la presa con caduta in avanti…. e la clavicola è a rischio :-), ma anche il cranio!

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Le discese

A chi non piace una lunga discesa scagli la prima pietra.  Piccola osservazione. Stiamo viaggiando carichi con una bici che col bagaglio non è più perfettamente bilanciata e il maggior peso ci farà  accelerare velocemente. Però prima o poi dovremo pur frenare e magari scoprire con orrore che la frenata da carichi è diventata più lunga.

10 km di discesa a 60 km/h si coprono in 10 minuti, a 45 km/h in poco più di 13. Su un viaggio di più giorni la differenza non fa nemmeno sorridere. Fate voi.

Dissetarsi

A volte l’acqua può davvero essere un problema. Sopratutto, ovviamente, quella da bere. In molti paesi non è sicura per cui meglio fare attenzione. Se potete comprate acqua già imbottigliata e poi travasatela nelle borracce. Se non è possibile fatela bollire e fateci del thè, perché bollente l’acqua non è davvero il massimo. Attenti anche a bevande che contengono ghiaccio. Il freddo non è detto che uccida i batteri, semmai li iberna e a questi non pare vero potersi risvegliare nel nostro intestino. Anche il latte in molte zone non è sicuro. Se non pastorizzato può portare la brucellosi, sgradevole conseguenza del latte non trattato. Vale la stessa osservazione per i derivati dal latte.

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Evitate gli alcolici. Sopratutto se fa freddo. I San Bernardo che portano al collo la piccola botte con la grappa ci sono solo nei fumetti. L’alcool infatti è un potente vasodilatatore. Il risultato sarebbe quindi  solo quello di disperdere ulteriore calore ed energie che poi dobbiamo rimpiazzare per reintegrare ciò  che abbiamo dissipato.. Però una birra se avete sudato…. insomma male non fa di sicuro 🙂

Farmaci

Io viaggio con degli anti dolorifici e degli antibiotici. Al massimo in qualche paese dei farmaci per la dissenteria.

Se prevedete passaggi in alta quota (sopra i 4000 metri della Bolivia o i 5000 del Laddakh sempre per fare degli esempi) può essere utile prendere del Diamox (è un blando diuretico) .

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Tecnicamente non si prende per problemi urinari ma perchè ha un potere acidificante che va a contrastare l’alcalosi sistemica che si produce in altitudine con la ventilazione. Sembra possa prevenire anche la cefalea e fenomeni di edema cerebrale che possono verificarsi in alta quota. Va preso almeno 24 ore prima prima del balzo in quota.

Controlliamo le profilassi da fare se necessarie ( tifo per india, malaria per alcuni paesi africani e richiamo antitetanica solo per citarne alcune). Tolto un disinfettante non credo serva altro. Se serve altro allora forse è meglio cercare di rientrare velocemente a casa 🙂

Utili anche creme solari e repellenti per zanzare. Non sono propriamente farmaci ma meglio averli in certi paesi e in certe stagioni. Sopratutto la protezione dal sole riveste una bella importanza. Si resta esposti al sole parecchie ore e nei paesi caldi la tentazione di restare a torso nudo è forte. Inoltre quel po d’aria che si crea pedalando può ingannare sulle temperature. Per non parlare dei percorsi  in quota dove gli UV arrivano con rabbia.

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Il mio amico Ralf è arrivato a fine viaggio lo stesso. Ma è stato un discreto inferno per lui negli ultimi giorni. E se non ho capito male le sue espressioni in tedesco, credo si sia anche guadagnato qualche anno in purgatorio 🙂

Quanto sopra  vale se non avete problemi specifici di salute come il diabete o altro. In questo caso molto meglio consultarvi prima col vostro medico personale.

Sieri contro morsi da serpente, ragni velenosi, scorpioni? Lasciate stare, roba da ospedale, e nemmeno farmaci di prima scelta nel malaugurato e rarissimo caso che ciò accada.

Dovesse capitarvi disinfettate, antibiotici in abbondanza e cercate un centro medico. Il laccio potrebbe servire un pochino, ma meglio un bendaggio sopra il morso e che non sia troppo stretto. Non deve essere emostatico perchè i veleni viaggiano prevalentemente per via linfatica e basta poca pressione per bloccare il sistema. Dimenticate le fesserie tipo  incidere, succhiare via il veleno e compagnia bella. Sono al limite della barzelletta.

Se campeggiate lungo il deserto Australiano o in Tailandia state attenti a quando uscite di notte dalla tenda, magari per fare solo pipi… usate la pila!

Animali pericolosi

Tolto l’uomo gli animali non sono pericolosi!

Semmai siamo noi pericolosi per loro.

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Anche in questo caso la peggio non è stata per l’uomo 🙂

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come dimostrano i segni delle mie ruote sul suo cranio…se siete curiosi di sapere che tipo di serpente è nel caso ve lo dico in privato..

Gli animali aggrediscono o per fame o per paura.

Basta rispettarli, conoscere il loro comportamento ed ecco che i problemi non si pongono più, se non davvero in rarissimi casi… E anche lì andrebbe esaminata bene la situazione.

Valga per tutti l’ultimo esempio dell’orsa che ha ferito un turista cha andava per funghi  sopra Pinzolo. Fosse stato lontano dai piccoli dell’orsa sarebbe stato meglio per tutti. Sopratutto per l’orsa purtroppo.

Armi

ma per favore…….

Io porto il mio coltellino svizzero ma solo per aprire le scatolette.

Abbigliamento

Non voglio dare suggerimenti su come vestirsi dal punto di vista tecnico. Sono troppe le variabili su gusti, materiali,costi, abitudini, e via dicendo. Tutte variabili che, di conseguenza, ci portarno a fare delle scelte. Col tempo l’esperienza ci porterà ad avere delle preferenze e selezionare le cose più idonee.

Però ricordiamoci che viaggiare in bici spesso comprende spostamenti su strade trafficate. E le macchine sono poco propense a tenerci in considerazione.

Facciamoci vedere quindi. Motivo per cui cerco di indossare capi d’abbigliamento molto colorati o vistosi.

Paradossalmente sembrerebbe il bianco il colore che meglio viene percepito dagli automobilisti, mentre il nero è quello meno visibile. Il bianco per noi dura poco. Polvere, acqua, sudore, fango lo renderanno in poco tempo un colore indefinibile e orrendo. I coloro accesi si notano sempre bene.

Guanti: meglio averli. Se si cade, istintivamente per proteggerci, cerchiamo di portare le mani in avanti. Motivo per cui facilmente, in un impatto a terra, sono la prima parte del nostro corpo che impatta con  il terreno. Una abrasione sul palmo della mano può davvero dare molto fastidio e renderci penoso continuare a pedalare perchè appoggeremmo le mani proprio sulla parte ferita. Ricordiamoci che le ferite da abrasione sono lunghe a guarire.

Vedere e farsi vedere

Io cerco di non viaggiare col buio, nulla in contrario per carità, ma come ho più volte accennato mi piace vedere i posti che attraverso, fare filmati e foto. Va da sé che il buio non è il mio miglior alleato.

Nonostante questo a volte mi è capitato e mi capita ancora. Le luci diventano quindi indispensabili, tralasciando il fatto che, sia in Italia che in molti stati esteri, sono obbligatorie.

Adesso, con i fari a led, abbiamo delle possibilità fino a poco tempo fa impensabili.

Le pile durano tantissimo, la luce è intensa e i pesi davvero contenuti. Se poi abbiamo montato la dinamo al mozzo allora possiamo anche esagerare.

Di soluzioni il mercato ne offre davvero tantissime anche se , va detto, le migliori sono piuttosto costose. Ricordo che partecipando ad una “Eroica” mi misi in scia ad un concorrente che ne usava una veramente impressionante. La strada era perfettamente visibile sotto un raggio di luce notevole.

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Indispensabile anche, e sopratutto, il faretto rosso dietro.

Esistono anche dei led che si avvitano al posto dei copri-valvola o che vengono fissati ai raggi e che si illuminano durante la pedalata. Fanno sembrare le ruote come un cerchio luminoso che avanza. Pesano nulla e costano una sciocchezza . Probabilmente non sono nemmeno regolari per il codice della strada, ma francamente preferisco sembrare un “gran pavese” di una nave piuttosto che essere stirato da un camion a bordo strada.

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Ottimi anche i giubbotti catarifrangenti tipo quelli obbligatori in macchina in caso di incidenti.

Teniamo presente che l’imbrunire è il momento peggiore per chi viaggia su strada, anche se accendiamo tutta la nostra batteria di fuoco. Le luci si vedono infatti decisamente meglio col buio totale.

In calce una osservazione che viene spesso ripetuta ma quasi mai tenuta presente. Pedaliamo, se siamo in gruppo, in fila indiana. Occupare buona parte della carreggiata, oltre ad essere un comportamento poco educato, innervosisce ci ci segue in automobile e si trova obbligato a procedere lentamente, specie se la carreggiata e stretta. Magari sulla ruta 40 in Argentina, dove passa un camion ogni 40 minuti possiamo anche fare delle eccezioni, ma sulla Milano-Meda………

IL MIGLIORE ACCESSORIO 🙂

Ovviamente parlo del/dei nostri compagni di viaggio. Viaggiare in compagnia è la nostra miglior garanzia per ridurre al minimo i problemi.

Se questo è vero in generale, ci sono dei paesi dove viaggiare in compagnia è quasi indispensabile.

I vantaggi del non essere soli sono ovvi, si condivide un viaggio, le emozioni, le sensazioni e la fatica. Alcuni pesi possono essere suddivisi ed il bagaglio risultare cosi più leggero.

E’ inutile, infatti, portarsi dietro due di tutto come: tenda, fornello, attrezzi bici e via discorrendo.

Ci si può dare il cambio e tirare un po’ per uno nei lunghi piattoni, ci si aiuta a riparare un guasto, uno controlla le bici quando l’altro entra in un negozio ecc….. I vantaggi sono cosi tanti che elencarli diventa un problema. Se poi, come capita a me col mio compagno abituale di viaggio, Riccardo Grossi, ci si trova ad essere entrambi medici ecco che i vantaggi aumentano ancora :-).

Certo non sempre è possibile viaggiare in coppia o in gruppo. Ma ricordiamoci, in questo caso, che faremo più fatica e dovremo avere una capacità di autonomia totale molto più ampia. Se ci facciamo male ce la dobbiamo sbrigare da soli e non possiamo contare su qualcuno che chieda aiuto per conto nostro. Se tira vento nessuno ci darà una maledetta scia per rifiatare.

Credetemi, la differenza tra l’essere solo o in compagnia, moltiplica le nostre difficoltà di almeno tre volte.

L’ACCESSORIO PIU INUTILE E DANNOSO

Ovviamente è sempre lui. Il nostro compagno di viaggio!

Perchè se è vero che in certi viaggi è davvero prezioso, ci sono situazioni in cui ci capita di vedere crescere in noi istinti omicidi. E vivere a stretto contatto, 24 ore al giorno, per tutto la durata del nostro itinerario con una persona sgradevole è deleterio. Per cui scegliamolo bene prima di partire.

Provate a condividere un’esperienza con chi è noioso, schizzinoso, tirchio, umorale, metereopatico,

oppure poco avvezzo alle scomodità, al dormire in tenda ed a mangiare quello che c’è.

Insomma se siamo così oculati nella scelta della nostra bici, facciamo altrettanto con chi deve venire via con noi.

Credetemi, la differenza tra essere in cattiva compagnia o da solo, moltiplica le nostre difficoltà di almeno 5 volte. E non dimentichiamo che noi viaggiamo per divertirci !!!!

LO SPOT GEN 3

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Riconosco che fino a poco tempo fa ne ignoravo perfino l’esistenza. Ho avuto modo di testarlo per curiosità nel viaggio a Cuba e trovo che sia davvero un’apparecchio interessante. Di fatto ha molte analogie col sistema Epirp per la navigazione marittima, però è appositamente studiato per chi si muove su terraferma.

In breve l’apparecchio funziona cosi.

Una volta acceso, si aggancia al sistema satellitare gps. Appena acquisita la nostra posizione la trasmette, sempre via satellite, ad un apposito centro a terra che la rende disponibile, via computer o smartphone, alle persone che noi desideriamo.

Inoltre se attiviamo il pulsante al centro, quello con l’impronta di un piede, la posizione viene aggiornata di continuo. A casa può essere visualizzata in tempo reale su un semplice smartphone, scaricando l’apposita applicazione, e possiamo essere seguirti passo passo per tutta la durata in cui teniamo acceso lo spot gen 3.

Ma non basta. Possiamo configurare anche dei messaggi standard da inviare, sempre tramite satellite.

Si possono memorizzare fino a 10 numeri telefonici di telefonia cellulare oppure 10 indirizzi di posta elettronica o qualunque soluzione intermedia ( 3 N. di cell + 7 indirizzi e via dicendo..). Al nostro comando i messaggi vengono inviati contemporaneamente alle persone selezionate.

Sono 4 le possibilità di invio messaggi. Esistono due pulsanti standard, più altri due di soccorso questi ultimi protetti da uno sportello per evitare un invio accidentale.

Il primo pulsante di soccorso invia, sempre ai numeri/indirizzi selezionati, un semplice avvertimento che abbiamo dei problemi. Una sorta di ” pam pam pam “ per coloro che sanno di navigazione marittima.

Il secondo corrisponde ad un vero “myday myday myday” ovvero il segnale convenzionale di soccorso.

A questo punto la società che gestisce il sistema si incarica di avvertire le autorità locali per i soccorsi.

Vanno impiegate delle pile al Litio AAA oppure delle ricaricabili.

L’apparecchio che ho testato aveva già montate delle pile usate e ha funzionato per altri 12 gg , circa otto ore al giorno e sta ancora funzionando. C ‘è anche una porta usb che oltre a permettici l’aggiornamento del firmware consente anche di alimentare l’apparecchio (ma non di ricaricare le pile). Buona soluzione per quelli che hanno la dinamo montata alla ruota.

Un serio passo avanti in termini di sicurezza anche perchè ovviamente non necessita della rete gsm e può essere davvero utile nelle zone in cui la rete non c’è: Alaska, Mongolia, Patagonia ecc….

Se poi avete raccontato a casa che state viaggiando in luoghi remoti ma siete a fare il week-end con l’amante meglio non comprarlo e tacerne l’esistenza 🙂 Potrebbe essere molto peggio dei messaggini dimenticati su  WhatsApp!

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il nostro viaggio a cuba con aggiornamenti della posizione ogni 5 minuti. La foto è presa dal tablet 

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nel dettaglio si vede la nostra posizione alle 4,05 del 25 ottobre.

Il costo dell’apparecchio è davvero poca cosa se pensate che oltre ad essere di aiuto a noi serve anche a rendere più sereni coloro che stanno a casa e non hanno modo di contattarci.

Si parla di 170 $ per l’apparecchio a cui va aggiunto l’ abbonamento annuale di 49 $.

Esistono poi servizi aggiuntivi a pagamento come la copertura delle spese di ricerca e soccorso fino ad un massimale di 100.000$.

Io di sicuro me lo porterò nel bagaglio nei prossimi giri.

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Informazioni su sergioborroni

medico per professione viaggiatore per diletto
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Una risposta a LA SICUREZZA DEL CICLO VIAGGIATORE: CONSIGLI, IDEE, SUGGERIMENTI E LO SPOT GEN3.

  1. Toni Falconi ha detto:

    Grazie…..grazie…..grazie….per permetterci di viaggiare sul portapacchi:)

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