SPOT GEN 3 .E’ davvero affidabile ?

Sono alcuni anni che uso questo strumento.

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Le sue caratteristiche salienti sono:

-il poter essere tracciato costantemente premendo un apposito pulsante al momento che ci muoviamo. Occorre installare da parte di chi si segue  APP scaricabile sul telefono sia Android che IOS

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– poter mandare due tipi differenti di   messaggi mail o sms  (questi ultimi a pagamento con 200 sms pre-pagati) e addirittura poter postare  la nostra posizione sulla nostra pagina Facebook.

-inviare  la richiesta di soccorso in caso di necessità tramite  due appositi tasti, protetti da attivazione incidentale. Un tasto avvisa solo i contatti pre-impostati con messaggio predeterminato, mentre l’altro attiva il GEOS una centrale operativa che si occuperà di coordinare le ricerche e l’assistenza. Esistono in questo caso versare delle tariffe  in base ai servizi richiesti .

Sulla carta uno strumento davvero utile, quasi indispensabile per chi viaggia sopratutto in zone remote . E  questo non solo per chi viaggia in bici.

Vediamo di capirne di più.

Lo spot riceve un segnale dal sistema satellitare GPS.

da wikipedia leggiamo

Il sistema

Il sistema di posizionamento si compone di tre segmenti: il segmento spaziale (space segment), il segmento di controllo (control segment) ed il segmento utente (user segment). L’Aeronautica militare degli Stati Uniti sviluppa, gestisce ed opera il segmento spaziale ed il segmento di controllo.

Il segmento spaziale comprende da 24 a 32 satelliti. Il segmento di controllo si compone di una stazione di controllo principale, una stazione di controllo alternativa, varie antenne dedicate e condivise e stazioni di monitoraggio. Il segmento utente infine è composto dai ricevitori GPS.

Attualmente sono in orbita 31 satelliti attivi nella costellazione GPS (più alcuni satelliti dismessi, alcuni dei quali riattivabili in caso di necessità)[4]. I satelliti supplementari migliorano la precisione del sistema permettendo misurazioni ridondanti. Al crescere del numero di satelliti, la costellazione è stata modificata secondo uno schema non uniforme che si è dimostrato maggiormente affidabile in caso di guasti contemporanei di più satelliti

 

Visto che i satelliti del sistema GPS possono SOLO trasmettere e non ricevere, per comunicare la nostra posizione ed eventuali messaggi o richieste di soccorso il sistema si avvale di un altro sistema satellitare . Il Globalstar.

Sempre da wikipedia leggiamo che

satelliti Globalstar sono semplici ripetitori radio “bent pipe”.

Una rete di stazioni di terra (gateway) fornisce la connessione fra i 40 satelliti e la rete telefonica generale e Internet…..

Dal momento che non c’è connessione fra i satelliti, ogni satellite deve avere in vista una stazione di terra (gateway) per poter fornire servizio a qualsiasi utente esso possa “vedere”.

Se però non ci sono stazioni di terra per coprire certe aree remote (come alcune zone del Sud Pacifico e le regioni polari), il servizio non può essere fornito in quelle aree, anche se i satelliti le possono sorvolare. A maggio 2012, il servizio voce full-duplex è attualmente non funzionante su molte zone dell’Africa, sul subcontinente asiatico e molte regioni in mezzo all’oceano, per la mancanza di stazioni di terra vicine.

E infatti la copertura del segnale trasmesso non è totale come si vede dalla mappa del sito ufficiale . E’ cosa molto utile conoscere bene le zone di copertura a scanso di sgradevoli sorprese.

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Le nostre prove sul campo dicono però qualche cosa di diverso. Ad esempio in Patagonia, verso Sud, il segnale  della tracciatura il più delle volte non arrivava a destinazione nonostante la zona sulla carta sia coperta. E neppure sms,mail e post sulla pagina Facebook.

Prendendo spunto dalla nautica rileviamo che il comportamento di chi ha bisogno di soccorso cambia notevolmente, e anzi DEVE cambiare, in base a due considerazioni.

Il segnale di richiesta di soccorso E’ GIUNTO A DESTINAZIONE.

il segnale NON E’ GIUNTO A DESTINAZIONE.

Nel primo caso bisogna assolutamente restare il più fermi possibile nel secondo bisogna cercare di arrangiarsi.

Infatti, prima dell’avvento degli EPIRB ( apparecchi più o meno simili, come concetto, allo Spot ) alcune zattere di soccorso erano dotate di primitivi mezzi di spostamento (piccole vele) per poter raggiungere con le proprie forze un luogo dove mettersi in salvo.

Dopo l’avvento dell’ EPIRB queste sono state dotate invece  di ancore galleggianti per evitare di spostarsi dal luogo della richiesta di soccorso. Ed è logico: se qualcuno  sta muovendosi per cercarci, sulla base delle coordinate trasmesse dall’ EPIRB, deve sapere dove ci troviamo dirigendo la prua senza esitazione verso le coordinate giuste.

Dobbiamo quindi essere CERTI che la richiesta di soccorso sia arrivata a chi di dovere .

Questa considerazione vale anche per chi non è in mare ma sulla terra. E lo Spot Gen 3 si muove propio nella direzione di fornire un  sistema di aiuto propio per chi è sulla terraferma.

Dove sono quindi le mie  perplessità? In primo luogo propio nella mancanza del feedback sulla ricezione della nostra richiesta. L’apparecchio infatti non può ricevere messaggi di conferma né altri messaggi in generale. Trasmette e basta. Dobbiamo necessariamente contare sulla sua affidabilità!

Ma è affidabile? Il sito dice ovviamente di si, riportando più di 4.000 casi di intervento portati a termine con successo. Che mi pare una cosa notevole. Purtroppo però nulla si sa sul fatto che il messaggio potrebbe essere partito ma mai arrivato . E questo non mette in dubbio la loro buona fede ne l’impegno del GEOS, per altro serissimi, ma se un soggetto ha lanciato un S.O.S e la richiesta non  è arrivata nemmeno ne vengono a conoscenza.

I miei dubbi quindi riguardano non l’organizzazione ma lo strumento.

Perché dico questo? Semplice: durante i viaggi ho utilizzato ogni mattina e ogni sera il tasto dei messaggi predefinito. Uno al mattino e uno all’arrivo.Sempre.

Visto che questi arrivavano nei primi viaggi  con una percentuale intorno  del 50%, sono stato molto attento, negli utilizzi successivi, a far partire i messaggi in zone aperte con copertura GPS certa e senza muovermi di un passo per alcuni minuti,  verificando che l’apposita spia “messaggi partiti” si fosse attivata questo per evitare ogni tipo di problema o interferenza. Però il risultato non è cambiato. Circa la metà dei miei messaggi non è arrivata comunque a destinazione.

Mi riferisco ovviamente  ai due messaggi, NON DI SOCCORSO, che possono essere impostati da casa. Ma la domanda che mi sono posto è la seguente: chi mi dice che la stessa cosa non possa succedere con i due differenti tipi di avviso per la richiesta soccorso? Perché come abbiamo visto in caso di necessità il mio comportamento differirà parecchio se so che mi stanno venendo incontro oppure no. E’ fondamentale! L’apparecchio però non può ricevere nulla e quindi non c’è modo di saperlo.

Se i miei messaggi fossero sempre arrivati il tarlo non ci sarebbe. Ma cosi non è stato.

Anzi il dubbio è stato accentuato dal fatto che noi possiamo impostare la frequenza con cui veniamo tracciati. 5 minuti, 10 Minuti, mezz’ora e via dicendo

In calce due screenshots del viaggio in Georgia. Il tempo di rilevamento era impostato in 10 minuti . Come si vede il 17 luglio alle alle 9,15 la mia posizione viene rilevata.p1290030

poi nuovamente vengo rilevato e la mia posizione trasmessa alle ore 7,35. Cioè 2 ore e 15 minuti dopo e durante questo intervallo lo Spot non comunica più nullap1290029

Questo è successo a varie riprese in Tasmania, Laddah ( dove peraltro va detto che la copertura non è garantita) . Mentre nell’ultimo viaggio in Giordana le cose hanno funzionato bene, ma solo per il tracciamento, anche se non son riuscito a comprendere la diversità di comportamento.

Quindi ripeto le mie perplessità riguardano solo l’affidabilità dello strumento al quale va riconosciuto il merito di aver aperto una  strada interessante. Sarebbe interessante che altri potessero intervenire riportando le loro esperienze sul campo per faci una idea più esaustiva.

Un ultima osservazione. Magari rivolta chi costruisce l’hardware e ai quali ho gia fatto notare le mie osservazioni.

Sarebbe utile anche selezionare nn solo la richiesta di soccorso ma anche la tipologia , come avviene nella nautica.

C’è una bella differenza tra un atto di banditismo e una gamba rotta nel deserto.

Nel primo caso un ambulanza servirà davvero poco.

 

 

 

 

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Informazioni su sergioborroni

medico per professione viaggiatore per diletto
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