Giordania in bicicletta. Leggere bene!

p1280447cliccando qui si può vedere il nostro video sul viaggio

Ero tentato di non parlarne. Per quanto poco possa contare questo blog, mi metteva in difficoltà l’idea di danneggiare l’immagine di un paese che conta molto sulle entrate derivanti dal turismo.

Ma visto che spesso mi capita ricevere contatti da gente che vuole ripercorrere i miei viaggi, a volte contando sulle mie informazioni, alla fine, anche per responsabilità, ritengo sia giusto raccontare ciò che è accaduto a noi durante il viaggio.

Aggiungo il fatto che ormai sono quasi 60 i paesi che ho visitato in bici. Penso anche di essere dotato di quel necessario buon senso che suggerisce di evitare problemi e mantenere comportamenti e atteggiamenti adeguati in ogni occasione. La mia cultura di medico mi suggerisce  che prevenire è sempre meglio che curare.

Per dovere di informazione sottolineo che prima del viaggio, vista la vicinanza a nord con la Siria, paese del quale è inutile sottolineare la pericolosità attuale, ci siamo occupati seriamente del problema sicurezza nel paese. Non ultimo rivolgendoci anche al consolato di Milano che ha più volte garantito sulla sicurezza in Giordania  e sull’importanza che per loro riveste il turismo, con tutto quello che ne consegue anche a livello di comportamento degli abitanti.

Quello che abbiamo rilevato noi, con notevole stupore, è stato lo scollamento impressionante tra le vecchie e nuove generazioni. Sopratutto, per non dire esclusivamente gli anziani, si sono rivelate persone davvero gradevoli, amanti del propio territorio e dotate di grande spirito di ospitalità e generosità. E a loro va il nostro sentito ringraziamento.

Per contro, con la maggior parte dei giovani i problemi sono stati parecchi , fastidiosi e purtroppo anche pericolosi.

Nell’ordine.

Poco prima del mar Morto , al villaggio di Karame , siamo stati bloccati violentemente  in mezzo alla strada da due soggetti. Quando abbiamo cercato di liberarci della loro pressione, sono comparsi nelle loro mani i coltelli a serramanico e siamo stati aggrediti a mano armata. Abbiamo evitato di essere colpiti per puro miracolo. Solo grazie all’intervento prima di un camionista e poi di altri abitanti, siamo riusciti a rimontare in bici e ad allontanarci velocemente. A questi va nuovamente il nostro ringraziamento sincero. L’episodio ci ha ovviamente scosso ma inizialmente lo abbiamo attribuito solo ad un atto di banditismo locale. Fastidioso e pericoloso certamente, ma non volevano dargli più importanza del dovuto. Eravamo anche solo all’ inizio del viaggio Sono cose che possono succedere dovunque.

Proseguendo lungo la direttiva che attraversa il deserto del Negev, in direzione Aqaba, da un camion in corsa mi è stato lanciato un sacco pieno di ghiaccio sulla schiena. Fortunatamente sono riuscito a non cadere e la camel bag ha protetto parzialmente il violento impatto. Anche qui va detto che non è la prima volta che vengo preso di mira in questo modo. Mi successe anche per le strade di Milano che due imbecilli in motorino mi abbiano contato sulla schiena con un palloncino pieno d’acqua. Tolto il fatto che l’acqua fa molto  meno male del ghiaccio, anche stavolta abbiamo pensato ad una bravata, ma allo stesso tempo abbiamo alzato il livello di guardia.

Le cose sono peggiorate lago la strada che da Aqaba, attraversando le montagne , porta ad Amman.

In questo percorso siamo stati oggetto del lancio frequente di sassi. E sottolineo frequente. Non meno di una decina di episodi.

Nella maggior parte dei casi il tentativo di colpirci è avvenuto appena dopo il nostro passaggio, cercando di capirci vigliaccamente alle spalle. Altre volte le pietre sono comparse all’improvviso lanciate da giovani nascosti e riparati dagli arbusti e cespugli.

In una occasione dopo una prima sassaiola, passato il pericolo ci siamo trovati a poche centinaia di metri e disposti lungo lungo la strada, un secondo gruppo di almeno una ventina di soggetti che ci aspettavano minacciandoci con le solite pietre. Eravamo tra due fuochi e davvero preoccupati. Anche in quell’occasione l’aiuto è arrivato da un anziano signore, che alla guida di un furgone ci ha caricato consentendoci di passare lo sbarramento. Anche a lui il nostro sincero “grazie”.

Va aggiunto che, quasi sempre l’atteggiamento delle persone più giovani è stato aggressivo, strafottente e provocatore e c’è voluto molto buon senso per evitare scontri. Siamo più volte stati aggrediti verbalmente e violentemente  e c’è voluto tutto il nostro buon senso e autocontrollo per evitarecnari diretti. Questo è capitato anche  nelle grandi città tipo Madaba e Kerak.

Sottolineo con forza che il nostro comportamento è stato sempre educato e rispettoso in ogni occasione, e che le provocazioni e le aggressioni non possono trovare alcuna giustificazione dal nostro modo di proporci e di viaggiare nel paese.

Possiamo pensare che un gruppo più numeroso avrebbe incontrato meno problemi, anche se non ne siamo certi. Certamente non abbiamo incontrato persone di grande coraggio, visto che le poche volte che ci siamo fermati sono tutti fuggiti, segno di un carattere non propio ardito .

Per completeza di racconto aggiungo che io sono stato colpito solo una volta, alla coscia, quanto al resto le pietre ci hanno solo sfiorato.  Nondimeno se una delle pietre ci avesse centrato avremmo avuto problemi decisamente più seri.

In questi giorni cercheremo di contattare il consolato Giordano a Mlano sia per raccontare i fatti accaduti sia per sentire le loro considerazioni. Aggiornerò nel caso il blog.

Nel filmato che, come al solito, renderò disponibile sulla mia piattaforma, non ci sarà accenno di tutto questo. Credo sarebbe una nota stonata nella descrizione degli high lights davvero notevoli del paese. Ecco quindi il motivo di queste righe in questa sede.

Come al solito io sono sempre a disposizione per eventuali ragguagli.

 

 

 

 

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Informazioni su sergioborroni

medico per professione viaggiatore per diletto
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7 risposte a Giordania in bicicletta. Leggere bene!

  1. Massimo ha detto:

    Grazie Sergio per questo tuo resoconto del lato negativo di questo viaggio. Non trovo altre parole.

  2. Fabrizio Ferrari ha detto:

    Grazie Sergio per le notizie sulla Giordania temo che i paesi visitabili senza problemi di sicurezza or a siano pochi Fabrizio

  3. sergioborroni ha detto:

    fortunatamente no. comunque ho creato una pagina su facebook propio per raccogliere informazioni da rendere pubbliche in merito alla sicurezza dei paesi. se collaboriamo tutti raccontando esperienze, non necessariamente negative, possiamo collaborare a rendere piu sicuri i nostri viaggi

  4. Paolo ha detto:

    Situazioni spiacevoli e poco promettenti per l’immediato futuro di quel paese; grazie, comunque, per renderlo pubblico.

  5. Lorusso Cataldo ha detto:

    Giordania e Libano un tempo paradiso in terra.Qui abbiamo i razzisti che odiano persone che non conoscono.
    Li ci sono tribù e partiti tribali che portano indietro queste persone,che odiano le persone occidentali anziché il sistema economico che causa i loro problemi.
    Sono addolorato e triste per quel che è successo e deluso dai loro teppistici comportamenti.
    Non è efficace la mia virtuale solidarietà,potendo farei di più,Vi sono vicino e Vi abbraccio,Aldo Lorusso….

  6. Daniele ha detto:

    Sergio, grazie per i reportage che con costanza, dopo ogni viaggio, metti a disposizione di quanti come me li guardano con estremo piacere e curiosità (li ho visti tutti). Devo dirti però che, non volermene, così come usi grande estro e gusto nel creare e montare i filmati, denoti altrettanta carenza nella stesura degli articoli. Questo in particolare e scritto grammaticamente “malino”. Rido mentre ti sto scrivendo, ma non posso fare a meno di fartelo notare. Dico anche questo: è meglio un articolo scritto male ma con contenuti come il tuo, piuttosto che un articolo scritto bene senza contenuti. Detto fatto.
    Rimango in attesa di nuove e alla prossima.

    Ciao e grazie

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