1986 . Il fiume Zaire . capitolo terzo

Il grande lago e la piroga 

Sdoganiamo la canoa e la portiamo nel cortile della guest huose della Sadelmi. Ora dobbiamo decidere cosa fare ma non sappiamo bene come muoverci… . Per qualche giorno siamo spesso ospitati dagli impiegati del consolato italiano ed entriamo in confidenza col console e il segretario che alla fine impietositi decidono di darci una mano. Secondo loro l’unica possibilità di portare a termine il progetto è di ottenere un autorizzazione ufficiale da parte del governatore dello stato dello Shaba ( l’attuale nome della regione del Katanga) e decidono di adoperarsi in questo senso. Ci chiedono quindi di aspettare il risultato del loro interessamento presso il governatorato. Ma siamo in Africa e non possiamo certo chiedere che le cose avvengano in tempi rapidissimi. Passano parecchi giorni in cui viviamo in ozio totale . Si certo giochiamo a tennis, qualche volta a squash, siamo sempre ospitati ma non siamo li per quello. Ci facciamo una bella cultura locale visitando l’ospedale, la missione cattolica, le miniere di rame e via dicendo. Occorrerebbe un intero capitolo per descrivere il tutto ma esula un po’ dal racconto del fiume. E intanto il permesso non arriva. Il governatore non risponde. Alla fine troviamo un accordo con i responsabili del consolato Italiano. Siamo entrati in tale confidenza da chiamarli ormai Zio Mario e Zio Franco, e riusciamo a strappare loro un passaggio fino al lago Upemba. Ovviamente senza la canoa e con la promessa che non cercheremo di scendere in alcun modo il fiume. La promessa richiede anche , giusto per sicurezza, una nostro impegno scritto che liberi il consolato da ogni responsabilità…. e noi firmiamo. Sanno che mentiamo! Certo non ci vuole molto a capirlo perché abbandoniamo si la canoa, ma ci portiamo dietro le pagaie……Li salutiamo presso la missione cattolica del lago dove ci lasciano. Ci raccomandano prudenza, molta prudenza….Ma questa non è mai stata la nostra miglior dote 🙂

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la missione cattolica di Misa sul Lago Upemba

Entriamo in contatto con Jean Paul, il medico belga responsabile del piccolo ospedale della missione, che ci lascia piantare la tenda nel cortile della sua abitazione.

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la tenda nella missione del lago Upemba

Comincia adesso la ricerca di un mezzo per avventurarci sul fiume. E in due giorni lo troviamo. Una fatiscente piroga in fasciame ormai destinata ad essere usata come pollaio.

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la piroga “pollaio”

Bondo, il proprietario, non ha i soldi per comprare  il materiale per  calafatarla cioè qualche fettuccia di metallo e della pece. Sono anni che cerca di completarne la costruzione. Per lui farebbe davvero la differenza. Potrebbe andare sul lago e pescare, il che lo renderebbe ricco secondo gli standard locali. Così com’è, l’imbarcazione  andrebbe a fondo quasi immediatamente. Raggiungiamo un accordo in fretta e finanziamo l’acquisto della pece per finire il lavoro e quindi il successivo acquisto della piroga.

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i lavori con pece e fettucce metalliche per l’impermeabilizzazione

Dopo due giorni di lavoro la piroga parrebbe pronta al viaggio e proviamo a vararla. E’ presente un po tutto il villaggio, quasi fosse una festa, bambini che schiamazzano , anziani che ci guardano perplessi, donne che ridono.

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la piroga è finita . Bondo è pronto al varo 🙂

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trasporto della piroga dal villaggio al Lagob14

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Il varo

L’acqua sembra non entrare quindi decidiamo di partire al matino successivo.Bondo però ci sorprende davvero. Infatti è interessato a sapere le nostre intenzioni una volta arrivati  a destinazione. Gli rispondiamo che ovviamente rientreremo in Italia ma senza portarci dietro la piroga.. Ci chiede allora di unirsi all’avventura. E’ convinto che riuscirà a rientrare al villaggio pur remando controcorrente. Magari passando mesi sul fiume ma la piroga gli servirebbe davvero. Per noi una manna dal cielo …. viaggiare con un locale può davvero esserci utile. Non conosciamo che pochissimi vocaboli di Swahili , mentre Bondo mastica un po di Francese imparato alla scuola locale. 

Accettiamo, ovviamente, e Bondo felice corre a preparare i suoi bagagli e salutare la famiglia.

Image30Il bagaglio di Bondo!! Pagaia e letto ! Ancora più essenziale del nostro…

Image28Bondo con la famiglia poco prima della partenza.

L’appuntamento è all’alba alle sponde le grande lago.Mi chiedo intanto cosa direbbero Zio Mario e Zio Franco, dubito chhe ci darebbero la loro benedizione, ma ormai abbiamo deciso. Si parte!

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Informazioni su sergioborroni

medico per professione viaggiatore per diletto
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Una risposta a 1986 . Il fiume Zaire . capitolo terzo

  1. Leo ha detto:

    Davvero interessante, continua a scrivere!

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