1986 Il fiume Zaire in canoa. Capitolo primo / 1986 Zaire river by Canoe . Chapter one :-)

Questa storia è rimasta nel cassetto per 27 anni. Sono sempre stato molto dubbioso sul fatto che valesse la pena  raccontarla.  La spedizione fu un flop clamoroso almeno per quanto si riferisce alla  sua riuscita, ma al tempo stesso abbiamo accumulato una tale quantità  di esperienze che forse è anche venuto il tempo di tirarle fuori.

E’ un po’ troppo lunga per raccontarla in una sola volta, motivo per cui la suddividerò in vari capitoli.

Il progetto e i Preparativi.

Nella vita si può essere incoscienti e sconsiderati, si possono prendere rischi e fare fesserie. Si può anche fare la pipì fuori dal vaso, sottovalutare i guai, sovrastimare le proprie possibilità ma fare tutto questo in una volta sola non è da tutti.

In un solo viaggio abbiamo accumulato un numero sufficiente di  fesserie da bastare per tutta una vita. Uscirne indenni è stata solo fortuna.

Andiamo con ordine.

Il progetto fin dall’inizio  sembrava  poco saggio……scendere il fiume Zaire per 4.000 km fino a Kinshasa. Partenza dalla regione del Katanga e precisamente dalla città di Lubumbashi per raggiungere il lago Upemba e poi da li seguire il fiume fino  alle rapide di Inga nei pressi di Kinshasa passando per Kindu e Kisangani. Un viaggio nella foresta equatoriale africana.

Con Riccardo ci eravamo  allenati come matti tutto l’anno, ma ancora non avevamo realizzato che per una faccenda del genere la forza fisica è solo una componente e nemmeno la più importante.

Mi vergogno un po’ a dirlo ma la nostra organizzazione era ridicola. Ora passi per Riccardo, giovane spensierato e potente atleta, ma io ero già grandicello e in teoria, ma solo in teoria, avrei dovuto anche essere il più responsabile del gruppo. E’ vero anche che l’idea proveniva dalla mia materia grigia ( del suo colore nutro qualche dubbio…..), il che non depone minimamente a mio favore.

Andrea Alessandrini, titolare della fabbrica di canoe ASA di Milano si mostra entusiasta dell’idea. Ma su questo non c’erano dubbi, lui è decisamente più fuori di melone di noi.

Ci fornisce una canoa canadese in Kevlar a cinque posti.

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“Andrea Alessandrini con  il C5 fornito per la spedizione”

La stessa che avrebbe dovuto essere usata sul fiume Niger qualche anno prima e che non venne mai utilizzata perché il progetto naufragò miseramente (uno dei tanti colpi di stato in Mali, da dove origina il fiume, fu responsabile della nostra rinuncia).

Non siamo esperti di canoa canadese che ha una pagaia e una remata completamente diversa  da quella  del Kayak per cui Andrea, per semplificarci la vita, ci monta anche un timone in alluminio da azionare coi piedi di chi voga a poppa. Bella idea !

Image

“Varo della canoa a Portovenere”

I posti centrali vengono tolti per far spazio al bagaglio e viene costruita una copertura rigida della canoa con due pozzetti a prua e a poppa per me e Riccardo.

Per il resto tutto il nostro bagaglio si riduce a una tenda, due pagaie, un filtro per l’acqua della Katadyn, un box metallico tipo militare con i farmaci indispensabili, una macchina fotografica, un paio di zaini e dei sacchi impermeabili che ci vengono regalati sempre da Andrea Alessandrini.

Per i viveri contiamo di reperirli in quantità sufficiente a Lubumbashi dove viene spedita la canoa. Portiamo però con noi qualche confezione di emergenza di cibo per alpinisti.

Lo so, è davvero ridicolo, ma non affondate per cortesia la lama nella ferita.

Inutile dire che la canoa non toccò mai le acque del fiume !

Carte fluviali nemmeno a parlarne.  All’epoca ovviamente  non esisteva internet. Provate a girare Milano in cerca di una cartina fluviale dettagliata del fiume Zaire…. mica semplice.

Non ricordo bene i dettagli, ma qualche anima pia ci disse che forse a Parigi si potevano trovare.

Come gettare benzina sul fuoco…. a Pasqua prendiamo le bici e andiamo a Parigi in cerca delle famose cartine. Avrei dovuto capire quasi subito che non era un progetto da mandare avanti i segnali c’erano tutti. Infatti arrivati alla salita del Moncenisio io e Riccardo ci perdiamo di vista. Lui è troppo forte per me in salita e lo lascio andare. E fin qui nessun problema solo che lui non ha ben realizzato cosa bisogna fare. Infatti anziché fermarsi a Bardonecchia e aspettarmi per poi prendere la navette per Modane decide di passare in Francia via strada. Solo che non  è possibile !!! La galleria del Frejus non si può percorrere in bicicletta. Come sia riuscito ad entrare in autostrada ancora oggi per me è un mistero ma in ogni caso  viene fermato all’imbocco della galleria dalle guardie di  Finanza. Non c’ero, non ho visto cosa è successo né cosa si sono detti. Immagino però il loro garbato stupore nel vedere un ciclista intento a superare di slancio qualche camion per entrare nel tunnel. Riccardo credetemi è capace di tutto 🙂

La devastante potenza di gambe di Riccardo non è argomento sufficiente per lasciarlo transitare. Nel frattempo arrivato a Bardonecchia io attendo…….. attendo ore, ovviamente, senza segnali di Riccardo. Alla fine telefono a casa del mio compagno da una cabina telefonica (i cellulari non esistevano….)  dove la mamma resta basita alla notizia che ci siamo persi di vista. Era infatti convinta che fossimo su un tandem ( mai capito il perchè ) e non riesce a capire bene come sia potuto accadere !!!!!!! Insomma un casino infernale. Alla fine prendo da solo l’ultima navette della sera nella convinzione che Riccardo tornasse poi a casa ( pedalò tutta la notte e arrivò infatti a casa). Avevamo pochi giorni a disposizione e avevo fretta. A Parigi non trovo ovviamente nè mappe nè carte, nulla insomma che potesse essermi utile. E’ intuitivo che i segnali negativi erano evidenti ma eravamo e siamo cocciuti e li abbiamo ignorati..

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Informazioni su sergioborroni

medico per professione viaggiatore per diletto
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2 risposte a 1986 Il fiume Zaire in canoa. Capitolo primo / 1986 Zaire river by Canoe . Chapter one :-)

  1. Manuela Marinari ha detto:

    La curiosità, la tenacia e lo spirito d’avventura dei primi esploratori, narrazione avvincente, complimenti!

  2. Pasquale ha detto:

    Primo capitolo emozioni e risate 🙂

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