1992 South America Coast to Coast by bike

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Fino ad ora ho usato bici da corsa un po’ modificate. Essenzialmente con la sola aggiunta di un portapacchi e delle borse. I portapacchi tra l’altro montati sempre con fascette metalliche .

Ho sempre avuto dei problemi con questa soluzione al punto da portarmi dietro dei pezzi di  ricambio. Col peso le fascette prima o poi si allentano, si muovono e talvolta si rompono. Per evitare eccessivo peso sulla struttura parte del carico era  alloggiata nello zainetto sulla schiena. Sistema che uso ancora adesso anche se a molti non piace. Ma allo zainetto non so davvero rinunciarci. E’ insostituibile durante le passeggiate una volta sceso dalla bici. Per cui è sempre con me.

Nel 1992 programmo un viaggio un po’ più compllicato. Tragitto da Buenos Aires  a Santiago del Cile. Poi da lì tutto il deserto di Atacama fino ad Arica. Quindi salita infinita fino alla Bolivia ad oltre 4.000 metri d’altezza. E infine  di nuovo a Buenos Aires passando

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dall Uruguay.

Ci vuole poco a capire che una classica bici da corsa si adatta malamente  ad un viaggio del genere. Occorre davvero un mezzo più dedicato.

Mi attendono lunghi tratti di strade bianche che anche se ben fatti e battuti da macchine e camion sempre starrati restano.

E poi decisamente i padelloni 53/49  sarebbero poco utili nei lunghi tratti di salita che mi attendono per poter scollinare le Ande prima di arrivare in Bolivia.

Il passo segnato dai vulcani gemelli si trova ben oltre i 4.000 metri. Certo, la salita che porta al passo è lunghissima, per cui le pendenze non possono essere proibitive.

Ma l’aria a quelle altezze è decisamente rarefatta e si fatica a respirare.

La tripla si rivelerà utilissima!!!

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Le notizie  che raccolgo non sono moltissime. Internet all’epoca non esisteva eprendere informazioni era decisamente piu laborioso e dispendioso in termini di tempo. Meglio attrezzarsi in previsione di un percorso duro. Avere problemi col mezzo meccanico da queste parti sarebbe davvero un guaio serio. Più facile incontrare gli alpaca che botteghe da ciclisti

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Un caro amico mi consiglia di dare un’ occhiata alla Specialized.  Dovrebbe avere in catalogo una bici che si presta bene alle mie esigenze.

Quella che scelgo è in un certo senso una antesignana delle moderne 29.ers.

Telaio leggermente sloop, manubrio stile mountain bike, ruote da 28 ma con 36 raggi visto che dovrò viaggiare abbastanza carico.

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Compare la tripla sulla guarnitura del gruppo che stavolta è Shimano.

I portapacchi diventano due e di fattura decisamente migliore dei precedenti. Provo anche le borse anteriori ma mi rifiuto poi di usarle. rendono la bici inguidabile, vedi male la strada e a parere mio sono anche pericolose. Dovesse staccarsene una su una discesa sterrata rischi di trovartela tra i raggi e farti davvero male. Rinuncio quindi a portarle. Decisione che non ho mai rimpianto e mai utilizzato negli anni a venire. Sono cose adatte ai tedeschi che viaggiano portandosi dietro anche la casa e pedalando ad andature decisamente imbarazzanti.

Freni cantilever e immancabili pedali a gabbietta. Questi risultano sempre  scomodi e poco adatti al cicloturismo.

Se  li usi con le apposite scarpe quando poi devi camminare sembri una papera e sei scomodissimo. Se li usi con semplici scarpe da tennis queste hanno la suola troppo morbida e si adattano male. Portare due scarpe non se ne parla davvero per evitare al massimo i pesi.

Quindi scarpe da tennis cercando un modello con suola quanto meno morbida possibile, ma sarà sempre una soluzione poco felice. D’altra parte di rinunciare alle gabbiette non se ne parla propio.

Sul telaio è presente di serie l’attacco per la seconda borraccia senza dover quindi ricorrere a sistemi accrocchiati. Sono anche presenti gli occhielli per i portapacchi. Soluzione sicuramente piu valida rispetto al tradizionale sistema delle fascette metalliche, meno problemi e molto piu resistente.

Per i copertoni il mercato non offre ancora molto per chi si dedica ai viaggi. La scelta è lontanissima da quella che abbiamo oggi. Lascio quindi montato il copertone di serie che all’apparenza mi sembra abbastanza robusto e infatti non avrà cedimenti nei quasi 5.000 km del viaggio. Larghezza decisamente più importante rispetto ad un copertoncino da corsa,  cosa che si rivelerà preziosa sugli sterrati. L’era pionieristica è ormai alle spalle anche se di cicloturisti ancora se ne vedono pochini in giro.

South  America Coast to Coast

Until now I have used a bike racing with some  little changed. Essentially, with the addition of a rack and bags. The carrier  connected to the frame with metal clamps. I’ve always had problems with this solution to the point of bring along spare parts. With the weight of the stuff clamps sooner or later loosen, move and sometimes they break. To avoid excessive weight on the structure a  part of the cargo was housed in a backpack on my back. System that I still use now even though many do not like. But I’m not giving up the backpack. And irreplaceable during walks once fell off my bike. So it is always with me.

In 1992 I plan a trip a little ‘more complicated. Journey from Buenos Aires to Santiago. Then from there all over the Atacama desert up to Arica. So long climb up to the Bolivia at over 4,000 meters high. And finally back to Buenos Aires via Uruguay. It takes little to understand what a classic race bike fits badly to such a trip. I really need a more dedicated bike.

I expect long stretches of roads that even if well made and beaten by cars and trucks always remain unpaved. And then skulls definitely a 53/49 would be of little use in the long stretches of uphill that I have to face in order to overcome the Andes before arriving in Bolivia. The step marked by the twin volcanoes is well over 4,000 meters. Of course, the climb to the pass is long, so the slope can not be prohibitive. But the air at those altitudes is very thin and it is hard to breathe. The triple will prove to be very useful!

The news that I gather are not so many. Internet did not exist at the time. Take information was far more laborious and expensive in terms of time. Better  gear up in anticipation of a tough course. Having problems with mechanical means in these parts of the world means to be really in serious trouble. Easier to meet the alpacas that shops by cyclists A close friend tells me to give a look at Specialized. Should have a bike in the catalog that is well suited to my needs. I choose the one that is in a sense a forerunner of modern 29.ers. Frame slightly sloop, mountain bike style handlebars, wheels 28 diameter with 36 spokes but considering that I have to travel quite load.

Compare triple crankset on the group. This time it’s Shimano. The carrier becomes two and definitely better than the previous bill. I also feel the front luggage but then I refuse to use them. Make it difficult to ride the bike, you will see the evil way, and my opinion is also dangerous. If you pull out a bag on a dirt road during a descent risks to find it between the spokes and get really bad. I give up then to take them. I have never regretted that decision and never used for years to come. These things are suited to the Germans used to travel charging behind the house and even riding at high speeds definitely embarrassing. Cantilever brakes and pedals inevitable with the cage. These are always uncomfortable and ill-suited to cycling. Frame slightly sloop, mountain bike style handlebars, wheels 28 diameter with 36 spokes but considering that I have to travel quite load.

If you use them with the appropriate shoes when walking then you look like a duck and you’re uncomfortable. If you use them with these simple sneakers have soles too soft and fit poorly. Carrying two shoes is not the case to avoid maximum weights. So tennis shoes looking for a model with less soft sole as possible, but will always be a little happy solution. On the other hand it is unthinkable to give up the cages. The frame is a standard attack for the second bottle so without having to resort to other systems. There are also eyelets for rack. Solution certainly more valid than the traditional system of metal clamps, less hassle and much more durable.

For the clincher the market still does not offer much for those who are devoted to travel. The choice is very far from what we have today. I leave then mounted the clincher supplied at the time of purchase that apparently it seems pretty sturdy and it will not have sagging in the nearly 5000 km of the trip. Width far more important than a race tire, which will prove invaluable on the gravel roads. The era of the pioneers is now behind us even people who are dedicated to cycle tourism remain an exception.

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Informazioni su sergioborroni

medico per professione viaggiatore per diletto
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